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“La Danza delle Avanguardie, Dipinti, scene e costumi da Degas a Picasso, da Matisse a Keith Haring”; Rovereto, Mart, sino al 7 maggio.
La danza ha sicuramente influenzato moltissimo le arti visive, ma è un argomento poco approfondito nei testi scolastici. La danza ha conquistato pittori come Matisse, Mirò, Depero, Dechirico, Malevič e Rauschenberg, scultori come Oskar Schlemmer e Isamu Noguchi, architetti come El Lissitsky e fotografi come Bruce Weber (nonche creatori di moda, come Coco Chanel), che si sono trasformati in scenografi e costumisti di eventi eccezionali.
La mostra è divisa in sezioni, parte dalle ballerine di Degas e approda ai video- décor della nuova danza e contiene bozzetti, costumi originali, fondali immensi, sculture e fotografie di scena. Da non perdere.
“Video Invitational”; Venezia, Fondazione Bevilaqua La Masa, fino al 6 marzo.
Il belga Hans Op de Beeck, il tedesco Bjorn Melhus, il britannico Tobias Collier e Runa Islam del Bangladesh si alternano nella presentazione delle loro videoinstallazioni, con le quali indagano confini e contaminazioni con altre modalità espressive.
Orario:12- 18, martedì chiuso
Ingresso libero
“Le meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara”; Rovigo, Palazzo Rovella, dal 21 gennaio al 4 giugno.
Inaspettati tesori del Rinascimento vengono valorizzati a Rovigo da Vittorio Sgarbi, che ha setacciato chiese, palazzi e collezioni private della città veneta. Il risultato è una mostra con 150 opere che illustrano i rapporti culturali tra la Venezia dei Dogi e la Ferrara degli Este. Molti i capolavori da scoprire, come due dipinti di Giovanni Bellini, un Cristo portacroce attribuito a Giorgione e una Flagellazione di Gesù di Palma il Vecchio.
“A casa di Andrea Mantegna. 1506- 2006”; Mantova, Casa del Mantegna, dal 26 febbraio al 4 giugno.
Mantova celebra il suo Rinascimento con una mostra dedicata al pittore della Camera degli Sposi, l’alcova dei Gonzaga. Dipinti di Mantenga e documenti dell’epoca illustrano la vivacità culturale del Quattrocento mantovano, sostenuto da signori illuminati come Ludovico Gonzaga e Isabella d’Este. Va così in scena un’appassionante dinasty tra arte e potere con una novità tecnologica: la ricostruzione virtuale dei capolavori dell’artista all’interno dei loro ambienti originali.









